House Of Cards – Gli intrighi del potere

Quando gli americani hanno affidato la guida degli States a Donald Trump, il primo pensiero è stato: “Come ha fatto?”. La mia mente si è immediatamente lanciata in un viaggio tra teorie del complotto e intrighi del potere. Tutto ispirato dal capogruppo di maggioranza dei democratici alla Camera, Frank Underwood.

Non spaventatevi se, googlando il nome del deputato, il primo risultato sarà una foto del premio Oscar, Kevin Spacey. Frank Underwood è il protagonista di House of Cards, political drama ambientato nei palazzi di Washington D.C.

La serie si basa sul romanzo dello scrittore britannico Michael Dobbs. Il protagonista è appunto il democratico Francis J. Underwood, originario della Carolina del Sud, nonché capogruppo di maggioranza al Congresso.

Frank è l’artefice della vittoriosa campagna elettorale che ha condotto il candidato Garrett Walker (interpretato da Michael Gill) alla carica di 45° Presidente degli Stati Uniti. Ma quando il neo-presidente viene meno alla promessa fatta a Frank prima delle elezioni, di affidargli il ruolo di Segretario di Stato della nuova amministrazione, il deputato Underwood si rende protagonista di una serie di inganni e sotterfugi alla ricerca della sua personalissima vendetta, che punta direttamente al raggiungimento dei vertici politici del paese.

Robin Wright nel ruolo di Claire Underwood

Frank, nella sua scalata al potere, non conosce limiti ed è disposto a tutto pur di raggiungere il suo scopo. Ad aiutarlo nella sua personalissima guerra politica sarà la moglie Claire, una splendida Robin Wright, vera protagonista di questa serie. Frank potrà inoltre contare sul suo freddo e spietato assistente Doug (Michael Kelly) e sulla giornalista Zoe Barnes (Kate Mara), giovane e intraprendente cronista locale in cerca di un salto di qualità nella sua carriera.

La prima stagione è stata pubblicata il 1 febbraio 2013 su Netflix. La piattaforma ha superato la concorrenza dei più blasonati canali via cavo AMC e HBO. In Italia la serie va in onda sul canale satellitare Sky Atlantic.

Kevin Spacey, che oltre ad essere l’interprete principale è anche il produttore esecutivo della serie, è stato tra i principali sostenitori di questa nuova forma di distribuzione, ed i risultati non sono tardati ad arrivare. Dopo l’episodio pilota, diretto magistralmente da David Fincher (regista, tra gli altri, di pellicole del calibro di “Il curioso caso di Benjamin Button” e “The social Network”), Netflix ordina la produzione di 26 episodi, da trasmettere in 2 stagioni, rinnovando successivamente per altre due stagioni, per un totale, in attesa della quinta stagione, prevista per maggio 2017, di 52 episodi.

La serie è stata riconosciuta, a livello planetario, tra le migliori degli ultimi anni, portando Robin Wright (per la prima stagione) e Kevin Spacey (per la terza), alla conquista del Golden Globe, oltre a svariate nomination agli Emmy Award. Tra i fans della serie c’è Barack Obama, che nel febbraio 2014 lancio un messaggio sul suo profilo Twitter, pregando i suoi follower a non lanciare spoiler sulla seconda stagione che sarebbe stata pubblicata di li a poco.

Personalmente questa è una delle serie che mi ha tenuto incollato allo schermo dal primo all’ultimo episodio andato in onda fino ad ora. La bravura di Kevin Spacey non è assolutamente in discussione (le scene in cui si rivolge direttamente al pubblico, guardando fisso in camera, sono qualcosa che ti rimane nel cervello) ma la vera scoperta per me è stata Robin Wright, con una interpretazione magistrale di un ruolo che, grazie alla sua bravura, è riuscita a trasformare in vera e propria protagonista di questo political drama, nonostante l’ingombrante ombra di un due volte premio Oscar come Spacey nel ruolo principale. Ma sono tantissimi i personaggi che intrecciano le loro vite con quella del deputato Underwood, tutti magistralmente interpretati da un cast di altissima qualità. Personalmente oltre ai già citati Michael Kelly e Kate Mara, ho trovato brillante l’interpretazione di Corey Stoll, nel ruolo del problematico deputato Peter Russo.

Riuscirà il deputato Underwood nella sua scalata al potere? Non vi resta che scoprirlo inserendo House of Cards nella vostra personalissima lista delle “cose da guardare assolutamente”. Io aspetto i vostri pareri attraverso un commento a questo articolo o mediante i miei canali social.